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Tutta legno e domotica: la casa del futuro

Tutta legno e domotica. Grazie a un sistema che integra i pannelli solari, il fotovoltaico, il minieolico e l'energia geotermica con le strategie bioclimatiche, la casa del futuro sposa il moderno e l'antico, bilanciando consumi e produzione energetica per arrivare all'impatto zero sull'ambiente. Costruita dal Gruppo Polo vicino a Tricesimo, in Friuli, la Casa Zero Energy rappresenta il primo tassello di un sistema modulare che potrà soddisfare le esigenze ecologiche di tutti, dalla singola abitazione a un quartiere intero, senza particolari aggravi economici.

"Ci abbiamo messo due anni per arrivare a questo risultato, con un monitoraggio continuo del prototipo che è stato via via modificato e perfezionato in base ai risultati della ricerca", spiega Antonio Frattari, direttore del Centro Universitario Edifici Intelligenti dell'università di Trento e ordinario di Architettura tecnica e Architettura del legno, oltre che presidente del comitato scientifico del Green Building Council Italia, l'organismo che conferisce la certificazione Leed. Frattari ha seguito tutto il progetto dall'inizio e continuerà il monitoraggio della casa anche quando sarà abitata, per mettere a confronto il comportamento teorico dell'edificio con il benessere effettivo degli abitanti. La casa ha una struttura in legno lamellare a telaio, con elementi facili da assemblare. Una vera rarità in Italia, dove solo il 2% degli edifici è costruito in legno, ma il settore è in rapida crescita, anche grazie alle case antisismiche del Sistema Costruttivo Fiemme. "L’edificio è realizzato con materiali naturali e rinnovabili, escluse le ferramenta della carpenteria che sono necessariamente in acciaio. E’ quindi classificabile come natural building", spiega Frattari. "I montanti sono prodotti secondo dimensioni modulari, in modo da potersi adattare alle altezze standard delle diverse tipologie edilizie, e gli elementi costruttivi sono maneggevoli, tanto che le pareti possono essere realizzate da una sola persona", fa notare Frattari, che vede in questo prototipo l'elemento di partenza per un sistema replicabile industrialmente, da utilizzare ad esempio in quartieri ecologici, come quelli costruiti a Friburgo o i BedZed inglesi. Il sistema messo a punto nella costruzione del prototipo è stato brevettato dal Gruppo Polo e dall’università di Trento. "Si tratta di una ricerca che ha richiesto un investimento di 7-800mila euro, ma poi la casa costerà come un'abitazione normale". L’edificio, progettato dall’architetto Arnaldo Savorelli dello Studio Solarch a Bussolengo, è dotato di elementi passivi, sia per il riscaldamento invernale sia per la ventilazione e il raffrescamento estivo. La facciata Sud, disposta verso il giardino e il laghetto balneabile, ha un’ampia superficie vetrata e una serra che sfrutta i raggi del sole permettendone l’ingresso fino a interessare tutto lo spazio interno durante l’inverno, mentre in estate le vetrate sono schermate da brise-soleil per evitare il surriscaldamento. La facciata Nord, al contrario, è caratterizzata da aperture di piccole dimensioni, utilizzate in estate per la ventilazione notturna. L'abitazione è collegata alla rete elettrica, "ma potrebbe anche essere off grid", perché produrrà energia in eccedenza rispetto al fabbisogno e quindi la rivenderà alla rete. L'ampio utilizzo della domotica ne farà una casa intelligente, in grado di integrare i vari sistemi e di percepire le variazioni di luminosità, temperatura, umidità per regolare in modo autonomo il riscaldamento, la climatizzazione, l'apertura e chiusura degli infissi. Per ora la certificazione Leed non è prevista, perchè manca un protocollo Leed dedicato alle case singole, ma i principi a cui si rifà sono gli stessi della certificazione energetica di matrice nordamericana.