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Venter a caccia del batterio fotosintetico giusto

L'energia, la chimica, l'agroalimentare, oltre ovviamente alla medicina, ringraziano Craig Venter, lo scienziato-imprenditore che è riuscito a inserire un genoma artificiale in un batterio capace di auto-replicarsi. La nuova "macchina metabolica" creata dal biologo surfista non cambierà nell'immediato i processi industriali basati sulle biotecnologie, ma spinge le capacità umane di manipolazione della vita ben oltre i limiti raggiunti fino ad oggi. E le prospettive di utilizzo sono dietro l'angolo, tanto che il presidente Barack Obama ha chiesto alla commissione di bioetica della Casa Bianca di indagare sui "potenziali benefici medici, ambientali e per la sicurezza" di queste ricerche e sui possibili rischi.
Lo stesso Venter, del resto, aveva già chiarito a suo tempo dove vuole andare a parare: "Nel giro dei prossimi vent'anni – dichiarò nel 2007 – la biologia sintetica diventerà il processo standard usato per produrre qualsiasi cosa. Dominerà completamente l'industria chimica. Dominerà, spero, in larga misura
anche il settore energetico. E' davvero urgente trovare un'alternativa all'idea di estrarre combustibili fossili, bruciarli e rimettere tutta quell'anidride carbonica nell'atmosfera. Questo è il contributo più grande che vorrei dare all'umanità". Non a caso la sua Synthetic Genomics ha ricevuto l'anno scorso un finanziamento di 600 milioni di dollari dal colosso petrolifero ExxonMobil per trovare la pietra filosofale dell'energia: un batterio capace di trasformare quello che mangia – dagli scarti agricoli ai residui industriali – in combustibile, come una minuscola bioraffineria. Ma in prospettiva, Venter vorrebbe andare ancora più in là, eliminando la materia prima di partenza: perché sobbarcarsi la fatica di mettere in piedi un processo pianta-microrganismo-carburante, quando si potrebbero creare batteri fotosintetici in grado di elaborare nei loro processi metabolici direttamente il carbonio che c'è nell'aria, utilizzando l'energia che ricevono dal sole? In questo modo, Synthetic Genomics riuscirebbe addirittura a prendere due piccioni con una fava: produrre biocarburante assorbendo anidride carbonica dall'atmosfera e quindi contrastando l'effetto serra.