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Se il sole torna a splendere

Riprende la corsa del solare, con una
vera e propria esplosione delle installazioni fotovoltaiche
residenziali in Estremo Oriente. Cina e Giappone sono i due mercati
trainanti di questa nuova impennata nelle vendite di pannelli, che
nel secondo trimeste 2013 sono arrivate a 8,5 gigawatt globali, con
un aumento del 20% rispetto ai 7,1 gigawatt installati nel primo
trimestre, in base ai dati di Ihs. Di conseguenza, i ricavi del
settore sono saliti a 7,2 miliardi di dollari, dai 6,2 miliardi del
primo trimestre: "E' il livello più alto dal quarto trimestre
2011 e supera ogni nostra previsione", ha spiegato Stefan de
Haan di Ihs, illustrando i dati. L'impennata ha risvegliato il
mercato e rimesso in moto la produzione, che nel 2012 aveva subito un
rallentamento.

PAGINA III-IV PREVISIONI FOTOVOLTAICO MONDO

E la corsa non si ferma. La potenza
installata quest'anno nel mondo, secondo le ultime previsioni di
Deutsche Bank (già rivalutate due volte nel giro di due mesi),
batterà tutti i record con 38-40 nuovi gigawatt installati, il 20%
in più rispetto al 2012, per arrivare a 45 gigawatt nel 2014. Il
merito va ricercato quasi tutto in Asia. Nel 2013 la domanda
aggregata di Cina e Giappone peserà per quasi il 40% sul mercato
globale e dovrebbe toccare i 16 gigawatt: un balzo del 90% rispetto
all'anno scorso.

Sono soprattutto i produttori asiatici
ad approfittarne, grazie ai generosi incentivi che stanno
beneficiando le installazioni residenziali nei loro mercati interni.
Nella prima metà del 2013 Yingli Solar ha cavalcato l’onda della
crescita della domanda in Cina e si è guadagnata il podio nella Top
Ten dei produttori internazionali di Ihs, estendendo la propria quota
di mercato all’8,1%, con ben 1.450 megawatt di moduli venduti. Al
secondo posto si è piazzato un altro colosso cinese, Trina Solar. La
prima americana della Top Ten, First Solar, arriva appena al terzo
posto. La Cina, con le sue aziende, copre già quasi un terzo della
domanda globale e il suo ruolo si farà sempre più importante,
nonostante i dazi europei e americani.

Ma anche i giapponesi, spinti dalla
forte crescita del mercato interno, guadagnano quote di mercato.
Sharp arriva quarta con il 4,5%, sfiorando il raddoppio della sua
quota, e Kyocera, secondo pilastro del Sol Levante, conquista il
settimo posto con il 3,6%, dopo Canadian Solar e la cinese Jinko
Solar. Ai produttori europei, malgrado la protezione dei dazi,
restanto invece solo le briciole. Rec e Solarworld, i due campioni
del Vecchio Continente, sono entrambi in crisi e stavolta non sono
riusciti a entrare nella Top Ten.

Resta il fatto che la nuova ondata di
crescita beneficerà un po' tutti, anche gli europei. L'eccesso di
offerta globale di pannelli, che ha fatto precipitare i prezzi e ha
mandato a gambe all'aria molti produttori, si sta prosciugando grazie
alla forte domanda asiatica e i prezzi dei moduli si vanno
stabilizzando attorno ai 60-70 centesimi di dollaro per watt, il che
porta il prezzo medio dell'energia prodotta a 10-15 centesimi di
dollaro per kilowattora, in base ai calcoli di Deutsche Bank. Di
conseguenza, gli analisti si considerano all'inizio dell'era in cui
il fotovoltaico può competere ad armi pari con le fonti fossili,
soprattutto sui mercati dove splende il sole per almeno 1500 ore
all'anno e dove il prezzo del gas naturale è ancora abbastanza
sostenuto, come nel Sud Europa o in Giappone, ma anche in India. Non
a caso il rapporto cita le ultime installazioni nel Sud Italia come
esempi di "grid parity", cioè di impianti che producono
energia a prezzi pari o più convenienti rispetto a quelli medi della
rete anche senza incentivi, grazie a costi d'installazione di 90
eurocent per watt, che portano a produrre elettricità a 8 eurocent a
kilowattora. In India il fotovoltaico è già competitivo a 12
centesimi di dollaro a kilowattora, mentre negli Stati Uniti deve
scendere fino a 9 centesimi di dollaro a kilowattora, per battere il
prezzo del gas.

Ma il punto essenziale, per dare fiato
al mercato solare anche nei Paesi industrializzati, è sviluppare dei
nuovi modelli di finanziamento. Il report di Deutsche Bank cita ad
esempio il leasing, che sta diventando molto comune nei mercati dove
sono più diffuse le installazioni residenziali. In California, due
terzi degli impianti residenziali installati negli ultimi due anni
non sono di proprietà di chi abita la casa, ma di terze parti, che
si occupano del controllo e della manutenzione, in cambio di una
parte dei proventi della vendita di elettricità. Questo modello
porta vantaggi per entrambi e la crescita assicurata per la
produzione di energia pulita.