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Mobilità verde: arriva lo scooter ibrido

Non solo auto. Per chi vuole muoversi su mezzi propri a impatto zero ci sono anche le moto e le bici elettriche plug-in, cioè ricaricabili da una semplice presa di corrente, oppure gli scooter ibridi, che riescono a ricaricarsi sia attaccandosi direttamente alla rete elettrica, sia con il movimento del motore a combustione interna, come una Prius. Gli scooter puliti sono molto importanti per il mercato italiano, che assorbe il 20% dei ciclomotori venduti in tutta Europa, impestando le nostre città con una nuvola di gas di scarico, soprattutto nel caso dei motori a due tempi, particolarmente inefficienti e inquinanti: i test relativi riferiscono del 30% di carburante incombusto, a cui va aggiunto l'olio scaricato in aria con la miscela. Insieme, sono responsabili del 20% di composti organici volatili presenti nell'aria cittadina.

Ma le alternative ci sono, da quest'anno anche grazie a una moto made in Italy molto innovativa: lo scooter ibrido Aspes, un marchio simbolo delle due ruote nostrane, prodotto a Gallarate in tre diverse cilindrate – 50, 125 e 150 – e a prezzi abbordabili, con una meccanica brevettata dal gruppo Menzaghi, che ha acquisito la storica azienda due anni fa. "In pratica, i nostri scooter sono dotati di due motori, uno elettrico e uno a combustione interna, che si possono attivare singolarmente o insieme, a seconda delle necessità", spiega il presidente Umberto Pertosa. Per i tragitti urbani il motore elettrico offre un'autonomia di 40 chilometri e poi ci vogliono 4 ore per ricaricare completamente la batteria, che si può collegare alla rete lasciandola nello scooter oppure estrarre da sotto la pedana con grande facilità e portare in casa per attaccarla a una presa domestica. La batteria al litio-ferro-fosfato non ha memoria, quindi non è necessario aspettare che sia completamente scarica per rimetterla sotto carica, e garantisce 3000 cicli, equivalenti a una dozzina d'anni, una vita ben più lunga delle comuni batterie agli ioni di litio. "In più, il nostro scooter può essere ricaricato anche attraverso il secondo motore, ad esempio nei tragitti extraurbani", aggiunge Pertosa. In modalità mista, il motore a scoppio – a 4 tempi e catalizzato – si attiva a supporto dell'elettrico, dando più potenza e ricaricando la batteria: così si riesce a viaggiare per 80 chilometri con un solo litro di benzina. Questa è una caratteristica unica degli scooter Aspes, che non hanno rivali ibridi sul mercato.

Nel segmento degli elettrici, invece, c'è già parecchia competizione. Oxygen, società padovana nata da una costola di Atala, ha già convinto le poste del Belgio, quelle svizzere e il Comune di Stoccarda con il suo CargoScooter, che viene offerto in due versioni, una fino a 45 chilometri all'ora, l'altra fino a 65. Poi c'è lo scooter tedesco e-Max, il più diffuso in Germania, anche questo distribuito in Italia in due versioni, più o meno veloce. EC-03, lo scooter elettrico Yamaha, invece, è una specie di moderno Ciao, simile al francese e-Solex, che scende quasi al rango delle biciclette a pedalata assistita. Da qui in giù, c'è solo l'imbarazzo della scelta.