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Le isole italiane laboratori ideali per rinnovabili e smart grid

Isole intelligenti nei mari nordici ce n'è già tante. Dalla danese Bornholm alle britanniche Orcadi, nei Paesi dove le tecnologie digitali sono più diffuse le isole sono i tipici banchi di prova delle smart grid. E nel Mediterraneo? All'Italia non mancherebbe la materia prima. Le nostre isole vanno tutte a gasolio, con inquinamento rampante e inefficienze macroscopiche. Basta fare un giro a Stromboli o a Pantelleria per rendersene conto, con tutte le ricadute pestilenziali e l'inquinamento acustico del caso. Eppure molte delle nostre isole rientrano nella "sun belt" del pianeta, quella dove l'energia del sole ha già raggiunto la grid parity, ovvero la competitività con i combustibili fossili. Per non parlare del geotermico cui si potrebbe attingere in aree tipicamente vulcaniche. O dell'eolico offshore, visto che lungo le coste delle isole il vento non manca mai. Sembrano location da manuale per ospitare un mix di rinnovabili e reti intelligenti, abbinate all'uso dei veicoli elettrici, con potenziali ricadute sul turismo di fascia alta, soprattutto dai Paesi del Nord. "Peccato non avere tanti progetti pilota con diversi modelli di business in tutte le isole italiane", suggerisce Antonio De Bellis, vicepresidente di AssoAutomazione in Anie e responsabile per il Mediterraneo dell'unità di business sulle smart grid in ABB. "Sarebbero dei laboratori straordinari, da cui trarre modelli da far studiare alla Bocconi e diffondere poi nel resto del mondo", precisa De Bellis. "In questo modo si aprirebbe il mercato a diverse tecnologie, portando benefici un po' a tutti, senza vincitori né vinti", aggiunge. Studi in materia ce ne sono già. L'Enea ha concepito un progetto molto dettagliato per fare di Pantelleria un'"isola verde", alimentata a fonti rinnovabili e dotata di una rete intelligente per la gestione efficiente del sistema. Insieme alla S.Med.E, che gestisce la produzione e la distribuzione dell'energia elettrica nell'isola, ha fatto anche un calcolo dei costi, nell'ordine dei 17 milioni di euro, compensati da benefici di 500mila euro all'anno. Ma il progetto resta un bel sogno.