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Il sole risorge in Asia

Il 2014 sarà un annata da incorniciare per il fotovoltaico mondiale, grazie soprattutto alla domanda cinese, giapponese e americana. Le previsioni più ottimistiche, di SolarBuzz, parlano di 49 gigawatt di nuova potenza per quest'ano: un nuovo record e una crescita di oltre il 30% dai circa 36 gigawattora installati nel 2013. Deutsche Bank è un po' più prudente: le sue stime si fermano a 46 nuovi gigawatt, che rappresentano comunque un record assoluto. Gli analisti tedeschi, in compenso, si spingono a previsioni ottimistiche anche per il 2015, prevedendo un secondo record di potenza installata, a 56 gigawatta, il 22% di più rispetto a quest'anno. In due anni, quindi, il fotovoltaico mondiale dovrebbe crescere di oltre 100 gigawatt, quasi un raddoppio rispetto al 2012, malgrado la fine del supporto governativo nella maggior parte dei mercati, le guerre commerciali e la crisi che sta colpendo molte aziende del settore.

 

ECI30 G01 Energia

Le analisi convergono sui Paesi che traineranno la crescita del settore: Cina, Giappone e Stati Uniti compenseranno il rallentamento della domanda in Europa, sia per SolarBuzz che per Deutsche Bank. Ma secondo Deutsche Bank avranno un ruolo importante anche diversi mercati emergenti, come l'India, l'Australia, il Sud Africa, il Messico e le regioni del Medio Oriente, del Sud America e del Sud-Est asiatico. L’energia solare, per Deutsche Bank, è ormai competitiva rispetto ai costi dell’energia dalla rete in almeno 14 Paesi del mondo: nel mercato residenziale scegliere i pannelli fotovoltaici è già conveniente in Italia, Spagna, Grecia, Germania, Israele, Turchia, Sud Africa, Australia, Thailandia, Giappone, Cile e California, mentre per il mercato industriale è vantaggioso anche in Cina e in Messico, oltre che in Grecia, Italia e Germania. Ma il rapido calo dei prezzi renderà vantaggioso il fotovoltaico già entro quest'anno in molti altri Paesi. “Nel 2020, secondo molti, il prezzo di realizzazione del fotovoltaico sarà più basso rispetto a quello di tutte le altre tecnologie, un incredibile sorpasso per quella che era considerata fino a pochi anni fa la più cara delle rinnovabili e una opzione assolutamente incomparabile rispetto al termoelettrico”, sostiene Gianni Silvestrini del Kyoto Club.

Il report di Deutsche Bank prevede che, dopo il calo dei moduli degli anni scorsi, di qui a tre anni si ridurrà il costo totale dell’impianto all'utente finale, anche grazie alla crescente diffusione di modelli di finanziamento come il leasing e affini, in cui il proprietario dell'impianto è diverso dal consumatore sul cui tetto viene installato l'impianto. Nel 2014, per Deutsche Bank, il principale mercato del mondo sarà la Cina con 12 nuovi gigawatt installati, seguita da Usa e Giappone, entrambi con 8 gigawatt, mentre l'Europa segnerà un netto declino, con 7-8 gigawatt, grazie soprattutto a Germania (2,8), Francia (1.350 megawatt) e Italia (750 megawatt). Solarbuzz è un po' più ottimista e prevede, invece, che la domanda fotovoltaica europea nel 2014 si riprenderà, stabilizzandosi sui 2,5 gigawatt per trimestre, quindi 10 gigawatt annuali, trainati anche da un ritorno alla crescita dell'Italia, grazie a impianti destinati all'autoconsumo per almeno 1 gigawatt nel 2014. “L'industria del fotovoltaico è arrivata ad un punto di svolta, con la domanda che batte nuovi record ad ogni trimestre”, ha commentato il vice presidente di Solarbuzz, Finlay Colville. “Questa crescita – precisa Colville – è guidata da produttori e sviluppatori di progetti, che sono tornati in attivo durante il 2013 e hanno stabilito reti di vendita e marketing molto efficienti”.

Buone prospettive, per il sole, anche sul medio termine. Navigant Research prevede che nel giro di 6 anni il mercato mondiale del fotovoltaico sia destinato a raddoppiare rispetto a quest'anno, arrivando a 73,4 gigwatt installati all'anno entro il 2020, e stima che già nel 2017 l'elettricità prodotta con il sole sarà competitiva con quella della rete, senza incentivi, in quasi tutti i mercati. Per i prossimi 6 anni Navigant Research prevede che la riduzione dei prezzi si attesti su un range del 3-8% annuo, un calo significativo, anche se distante dai crolli degli ultimi anni, in cui si è visto il prezzo dei moduli passare dai circa 4 dollari per watt del 2006 a meno di 1 dollaro per watt nel 2012. Da qui al 2020 il costo complessivo degli impianti dovrebbe scendere fino a un prezzo chiavi in mano di 1,5-2,2 dollari per watt, un valore con cui il fotovoltaico sarà competitivo in quasi dappertutto, tranne in qualche mercato con prezzi retail dell'energia particolarmente bassi, come i Paesi grandi produttori di petrolio.