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NomismaEnergia, passare al mercato libero conviene

Un quarto dei consumatori italiani se
n'è già accorto: il mercato libero dell'energia elettrica conviene
davvero. Ora, a sei anni dalla liberalizzazione, ce lo dice anche uno
studio di NomismaEnergia, che verrà presentato mercoledì a Roma,
per fare il punto sui vantaggi ottenuti dai clienti del sistema
energetico in questo periodo.

Passaggi al mercato libero

"Abbiamo analizzato 82 offerte sul
mercato libero: tenendo conto di tutti gli aspetti, non solo del
prezzo, 74 si sono dimostrate più vantaggiose del mercato tutelato e
55 anche più convenienti in termini di prezzo", spiega Davide
Tabarelli di NomismaEnergia. E non sono vantaggi di poco conto. "Chi
accede al mercato libero con oculatezza e utilizza tutte le
opportunità di risparmio, può tagliare la bolletta anche di 500
euro all'anno rispetto alle tariffe del tutelato", rileva
Tabarelli. "Di solito, però, il cliente del mercato libero non
punta soltanto a ridurre la bolletta, ma anche alla possibilità di
fare shopping in base alle proprie esigenze, che il cliente del
mercato tutelato non ha", precisa. Oltre al prezzo, su cui si
può arrivare a risparmi anche consistenti con il TrovaOfferte
dell'Authority, è facile ottenere altri benefici: dai servizi
telematici alla possibilità di scegliere una fonte di energia
rinnovabile, dai prodotti per il risparmio energetico all'assistenza
per aumentare l'efficienza domestica, dall'assicurazione degli
impianti ai premi con le raccolte punti, che in fondo sono un'altra
fonte di risparmio. In pratica, il cliente del mercato libero ottiene
più attenzione dal fornitore su una vasta gamma di servizi
collaterali, che contribuiscono ad aumentare la consapevolezza dei
propri consumi di energia e dei sistemi per gestirli al meglio,
tagliando gli sprechi. Il risultato, in un modo o nell'altro, è una
bolletta notevolmente più leggera.

Per questo, con il tempo, i livelli di
passaggio al mercato libero in Italia si sono allineati a quelli di
altri Paesi più dinamici del Nord Europa, con 9 milioni di
consumatori elettrici (di cui 6 milioni sono famiglie) sul mercato
libero, su 36 complessivi. Nel gas, su 21 milioni di clienti, 3
milioni hanno scelto un'offerta sul mercato libero, di cui 2,2
milioni sono famiglie. Gli operatori presenti sul mercato sono
centinaia, ognuno con diverse offerte, a testimonianza di un settore
molto dinamico e in crescita.

In più, i vantaggi misurati oggi
cresceranno nel tempo, secondo lo studio di Nomisma. Il processo di
liberalizzazione, infatti, ha comportato investimenti da parte degli
operatori elettrici che genereranno ulteriori benefici economici per
i consumatori nel medio termine, quando l'aumento dei clienti sul
mercato libero accrescerà le economie di scala. In particolare, ha
portato ad una crescente attenzione alla qualità e alla necessità
di misurarla. In base agli indicatori dell'Authority per l'energia,
il miglioramento su questo fronte è significativo per tutti gli
operatori, con benefici non solo per i consumatori del mercato libero
ma anche per quelli del tutelato.

La liberalizzazione non ha portato,
invece, un abbassamento generale dei prezzi dell'energia. Anzi. Da
quando è entrata in vigore, i prezzi sono aumentati, incidendo sia
sul mercato libero che sul tutelato. Nel '99, quando è stata
promulgata la prima legge sulla progressiva apertura del mercato
energetico, la tariffa elettrica alle famiglie si aggirava sui 7
centesimi di euro a kilowattora, mentre oggi è più del doppio. E le
tariffe medie sono salite anche prendendo come punto di partenza il
2007, anno dell'effettivo accesso al mercato libero dei clienti
domestici. "Ma questo non si può certamente imputare alla
liberalizzazione: basta guardare i prezzi del petrolio, da cui il mix
energetico italiano è molto dipendente, e si trova la spiegazione",
commenta Tabarelli. In effetti, nel '99 il barile costava circa 30
dollari e oggi oltre 100. Si attende il giorno in cui la
liberalizzazione porterà gli operatori italiani a liberarsi da
questa dipendenza.