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La luce ci influenza

Dopo la città intelligente e la rete intelligente, anche la luce diventa intelligente. Paesaggi, ambienti e oggetti non sono più gli stessi quando cambia la luce: lo sapevamo già, fin dai tempi del Caravaggio. Una stanza può dare l’impressione estraniante di una sala d’aspetto d’ospedale, cupa di una galera o accogliente come un grembo materno, a seconda della sua illuminazione. Ma oggi, nell’epoca dei led, le potenzialità della luce artificiale diventano infinite e tutti possiamo godere degli effetti di un’illuminazione intelligente. Con ricadute importanti sulle nostre attività quotidiane o sulla nostra salute, per non parlare del risparmio energetico. La concentrazione degli studenti e la guarigione dei pazienti negli ospedali, ad esempio, possono essere drasticamente influenzate dal tipo di luci utilizzate negli ambienti che li ospitano.

Ci ha pensato Philips, specialista della luce da 120 anni, che ha creato due sistemi di illuminazione specifici per le scuole e gli ospedali, SchoolVision e HealWell, dopo aver studiato a fondo le combinazioni giuste per migliorare la performance degli studenti e il benessere dei malati.

Le ricerche, condotte su una scuola elementare tedesca, la Grundschule In der alten Forst ad Amburgo, hanno evidenziato un notevole miglioramento nei livelli di attenzione, nella concentrazione e nel comportamento degli studenti, grazie all’utilizzo di un modello dinamico di riproduzione della luce del giorno. In pratica, l’insegnante ha a diposizione quattro scenari, realizzati bilanciando l’intensità e la tonalità più o meno fredda di tre sorgenti di luce che dialogano fra loro, da selezionare con un telecomando per le diverse esigenze accademiche: Normal per le normali attività di classe, Energy per i momenti in cui c’è bisogno di più slancio, ad esempio di primo mattino o subito dopo la pausa pranzo, Focus per aiutare la concentrazione durante un compito difficile e Calm per un ambiente più rilassato nei momenti di lavoro individuale. In base alle verifiche dei ricercatori della clinica universitaria di Amburgo-Eppendorf sul gruppo di 166 studenti e 18 insegnanti, non è migliorata solo la performance scolastica generale dei bambini, ma in specifico la loro velocità di lettura del 35%, mentre gli errori nella lettura sono diminuiti del 45% e il comportamento iperattivo del 76%. Un progetto pilota analogo è stato avviato, in Italia, alla scuola Guidi di Forte dei Marmi, anche in funzione del risparmio energetico, puntando a tagliare almeno il 20% dei consumi dell’istituto.

Le soluzioni per gli ospedali sono state testate, invece, nel Centro Cardiovascolare di Berlino, nel Philippine Heart Center a Manila e nel Birmingham Children’s Hospital, con risultati molto positivi per i pazienti. In particolare nell’unità renale dell’ospedale pediatrico, dove i piccoli malati vengono spesso sottoposti a procedure mediche molto invasive, la necessità di sedazione si è drasticamente ridotta grazie al nuovo sistema d’illuminazione. “Un trattamento ospedaliero è già preoccupante per un adulto, figurarsi in un bambino quali paure può scatenare: ecco perché abbiamo fatto di tutto per creare un ambiente positivo e tranquillizzante”, spiega Derick Harrison, Capital Project Manager al Children’s Hospital.

Questa magia non è riservata agli scolari o ai pazienti, ma è fruibile per tutti, grazie al fatto che i led, oltre a essere molto efficienti, sono anche digitali e quindi molto facili da programmare e controllare via computer. Bastano tre lampadine che dialogano fra loro e un ponte che le colleghi al wi-fi di casa per produrre infinite combinazioni di luce, controllabili con un’app direttamente dallo smartphone. L’illuminazione domestica supera così l’antica opzione binaria acceso-spento. Ora si possono creare scenari tratti direttamente da una foto, si può programmare il sistema in modo che la luce dell’ingresso viri al verde quando fuori piove per ricordarsi di prendere l’ombrello, si può collegarlo al campanello e farlo lampeggiare quando suona (molto utile per i sordi), si può virare verso la parte rossa dello spettro subito prima di andare a dormire, per stimolare la produzione di melatonina e dormire meglio, o al contrario virare verso l’azzurro quando si vuole stare ben svegli e lavorare fino a tardi.

Il sistema più completo per produrre tutti questi effetti, con infinite variazioni d’intensità e tonalità, è Hue, di nuovo un prodotto Philips, realizzato nell’Innovation Campus di Bangalore, il più importante centro di ricerca Philips sulla luce. Hue è stato scelto per l’Apple Store della mela morsicata, il che lo ha consacrato come un benchmark. Ma di recente sono usciti altri prodotti di piccole start-up con caratteristiche simili, da LifX a iLumi. E non è difficile prevedere che presto da qui nascerà un mercato. Con ciò, l’illuminazione domestica esce definitivamente dall’incandescenza ottocentesca per entrare nell’intelligenza dei led. E’ un po’ come saltare da un carro a cavalli a una Tesla Roadster: ci vuole un attimo per abituarsi, ma ne vale la pena, perché è bello e fa bene all’ambiente.

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