La bici a Londra vuole andare in sopraelevata

Zone a traffico limitato, congestion
charge, pedaggi per i veicoli inquinanti, parcheggi concessi con il
contagocce e a caro prezzo. Da Londra a Milano, da Copenhagen a
Parigi, girare in macchina in città ormai sta diventando
un'abitudine in via d'estinzione, quasi come fumare nei locali
pubblici. Cosa resta, se non si hanno le tasche abbastanza profonde
per comprarsi un'auto elettrica? I mezzi pubblici o la bici. Ma in
molte città andare in bici resta un'attività estremamente
pericolosa.

A Londra, nei primi due anni di
congestion charge, dal 2003 al 2005, il traffico su quattro ruote è
diminuito del 16% nel perimetro del pedaggio e il traffico di
biciclette è aumentato del 28%, assestandosi da allora sui 500mila
viaggi quotidiani, anche grazie a un sistema di bike-sharing con 6000
bici disponibili in 400 parcheggi sparsi per la città. Ma nei sei
anni successivi il numero di ciclisti vittime di incidenti seri è
raddoppiato. L'anno scorso, 16 ciclisti sono stati uccisi nelle
strade di Londra, 555 feriti gravemente e quasi quattromila
leggermente.

Skycycle_01
La bici

Soluzioni? Sam Martin, un architetto
londinese che ha smesso di andare in bici in città per paura degli
incidenti, ha proposto al sindaco Boris Johnson, a sua volta una
ciclista appassionato, un sitema di passerelle sopraelevate a
pagamento, chiamate SkyCycle, per separare il flusso di bici da
quello delle auto. Martin si è ispirato a un'idea dalle autorità
newyorkesi, che hanno aperto al pubblico di pedoni e ciclisti una
rete di vecchie linee ferroviarie sopraelevate, ora in disuso. Un
progetto analogo, Velo-City, era stato lanciato anni fa anche per
Toronto. Per l'architetto ciclista, a Londra le vecchie linee
ferroviarie sopraelevate si potrebbero integrare con delle passerelle
ad hoc, coperte da un tunnel trasparente, usando sempre aree di
pertinenza di Network Rail, la società proprietaria delle reti
ferroviarie. Ci sono già stati diversi contatti fra il sindaco e
Network Rail, con studi di fattibilità per realizzare il progetto,
che potrebbe diventare realtà entro il 2015.